martedì 4 settembre 2012

Quarto giorno sulla strada


Era un lupaccio, un lupo d'impaccio sulla loro via e se c'era qualcosa di cui Justine aveva paura erano proprio i lupi! Non si può certo dire che fosse una bambina fifona, soprattutto poi quando indossava il suo cappello da avventuriero, ma i lupi la terrorizzavano. E fu per questo che appena lo intravide laggiù, quando ancora non aveva udito le sue minacce di denti affilati e bava affamata, aprì tremante il suo prezioso barattolo e disse: portami a casa portami a casa.

Era a questo che servivano i barattoli di famiglia, i barattoli torna-a-casa: dovunque tu fossi, che tempestasse o tirasse la Bora, che fossi lontanissimo o dietro l'angolo, il barattolo ti catapultava subito a casa. Bastava aprirlo e la strada di casa ti avrebbe avvolto fra le sue spire e riportato là, dove desideravi essere. O almeno questa era la teoria.

Aperto il barattolo, la strada di Justine fece le bizze, rubò in un battibaleno il cappello della bambina e se ne scappò via. Fu così che di fretta e furia Justine e la mamma dovettero rincorrere la strada di casa che se ne stava andando da tutt'altra parte e dietro di loro si accodò il lupo.
"Ha fame! Ha fame!" - Urlava Justine voltandosi spaventata, ma alla mamma, anche lei in gran corsa, qualcosa non tornava: ora che era più vicino, le sembrava proprio che quel lupo avesse qualcosa di familiare.
"Il mio cappello! Il mio cappello!" - Urlava ancora la bambina, preoccupata per la sua collezione. Come avrebbe fatto senza quel cappello a vivere le sue future avventure? Sempre se il lupo non la avesse mangiata prima! E così ricominciava: "Ha fame! Ha fame!"
"Macché fame, piccola mia..." – annaspava la mucca – "quello non è un vero lupo, parola di mamma!"
E poi, voltandosi indietro: "Che cosa vuoi, Bertilla?! Da quanto tempo non ci si trova! Vedo che sei in forma, sì, bene, allora ciao, ciaociao, ciao!"

Ma Bertilla, la ex migliore amica della mamma, continuava a seguirle.   

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