giovedì 24 maggio 2012

Terzo giorno nel castello




"Il mio caro Ugolino, se la vedesse... no! Si spaventerebbe troppo!"
Lucetta Lucina Lucilla ascoltò questo pensiero mentre già si fiondava nella grande torre, con dietro la famiglia De Bon di corsa in fila indiana.
Attraversata la porta, però, fu il fantasma a spaventarsi terribilmente perché si trovò di fronte un uomo tutto nudo e lei di certo era una ragazza per bene, che non poteva darsi a tale intimità con uno sconosciuto, per di più piangente.
Sì, Ugolino piangeva, piangeva da sette anni, sette giorni e sette ore: Isa aveva tenuto il conto con profondo dispiacere per il bene che voleva a suo fratello. A dire il vero, quell'uomo nudo nel mastio non era suo fratello e il Signor De Bon glielo ricordava ogni giorno ma lei, nulla, lei con gli occhi rispondeva che era come se lo fosse e che lo avrebbe aiutato, anzi, che tutti loro lo avrebbero aiutato.
Ed era per questo che la famiglia De Bon si era trasferita al castello di Ugolino il quale però non ricordava nulla, né di possedere un castello, né una sorella che non era sua sorella, né una vita mezza intera che aspettava di proseguire.
Lucetta Lucina Lucilla si fece forza per superare la sua istintiva ritrosia, perché se c'era qualcosa che le dava più fastidio della nudità gratuita quella era la tristezza. Non sopportava di vedere nessuno triste: "Ugolino piangente, al tuo cospetto il fantasma Lucetta Lucina Lucilla. Dimmi, perché piangi?"
Ma Ugolino non fece neppure un cenno e mentre i componenti della famiglia De Bon si guardavano compiaciuti per la bellezza del nome del loro fantasma – si erano già affezionati – l'anima trapassata ripetè la domanda, e poiché non ricevette risposta la ripetè ancora e ancora.
Venne l'alba e finalmente Ugolino alzò la testa e disse: "Non lo so, non me lo ricordo."

Insieme alla memoria, Ugolino aveva perso l'allegria. Si sentiva sempre mancare di qualcosa e non poteva capirne il perché dal momento che non lo rammentava. E così ogni volta che sentiva questo vuoto gli veniva da piangere. Nessuno voleva mai stare con lui, i suoi amici erano spariti, stanchi di ripetere ogni volta chi fossero e cosa facessero, stufi di guardare Ugolino piangere e bagnare le loro vestimenta. E così quell'uomo senza ricordi si era chiuso nella sua torre e nel suo vuoto.

Nel frattempo Isa De Bon era cascata dal sonno lì nella torre, ma grazie ai suoi instancabili pensieri il fantasma ebbe finalmente chiara la situazione e molto sollevata disse: "Ugolino, ti aiuterò io a ritrovare quello che hai perso così smetterai di piangere e da gentiluomo quale tornerai ad essere potrai ricordarti anche di vestirti. È deciso: farò luce sui tuoi ricordi!"
E subito dopo anche Lucetta Lucina Lucilla cadde addormentata. 

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