martedì 29 maggio 2012

Sesto giorno nel castello




Il fantasma cominciò a fare qualche domanda trabocchetto alla finta Regina ma lei era molto astuta e attenta, non si lasciava incastrare. Le girò un po' intorno tutta seria, la guardò con occhi torvi, cercò di scoprirne i pensieri, ma niente. E così drasticamente dichiarò: "Ugolino, smettila di saltellare, non andiamo da nessuna parte adesso. Questa non è la vera Regina delle Nebbie, quindi quelli non sono i tuoi veri ricordi!"
A sentire le accuse che la smascheravano, la finta Regina si infuriò e si svelò nella sua reale natura: quella era Muriella! Muriella dal cuore spezzato, dall'amore rifiutato e umiliato, Muriella abbandonata e impazzita. Muriella dal pensiero marcio come una susina marcia. Sì, era lei, che per il rifiuto di Ugolino tanti anni prima lo aveva maledetto, togliendogli tutta intera la sua memoria e che, dopo anni di astio e di sofferenza, aveva trovato il modo per ottenere quello che voleva.
Sapeva tutto, sapeva che Ugolino stava andando dalla Regina delle Nebbie e lei era stata molto più veloce.
La magia ormai le aveva dato alla testa, facendole tra l'altro cadere tutti i capelli uno per uno, e Muriella aveva ingoiato la Regina delle Nebbie per poterla poi impersonare e trasmettere al suo amato un passato che non esisteva, costruendo un futuro a misura del suo cuore striminzito.

Ora che Muriella urlava e si agitava aggredendo Lucetta Lucina Lucilla, la vera Regina riuscì ad scappare fuori da quella boccaccia e fu proprio allora che anche Isa, Ivo, Aida e Giano sbucarono laggiù, dopo aver tentato più volte la combinazione giusta della formula di passaggio, origliata nel castello.

C'erano tutti e Muriella non aveva più scampo.

La Regina delle Nebbie le confuse la vista, Aida le assordò i timpani, Giano le graffiò tutta la faccia, Ivo la terrorizzò recitado cantilene in lingue incomprensibili studiate sui libri e Isa le disse (sì, le disse ad alta voce): "sei proprio un cliché" e questo fu il colpo di grazia all'orgoglio di Muriella, la quale per la vergogna si trasformò in un esserino molto somigliante alla bestiola che di solito Isa teneva fra i capelli e che adesso, però, non c'era.

Ugolino, che aveva dimenticato che cos'è un cliché, ricominciò a piangere, ma Lucetta Lucina Lucilla e la Regina delle Nebbie non si preoccuparono troppo perché sapevano che presto, prestissimo, avrebbe riavuto tutti i suoi ricordi, quelli veri. 

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