lunedì 7 maggio 2012

GIORNO 6




Quel segno... Elina... Enid.... 
La immaginavo navigare cercandosi e poi barcollare quando fa buio e non ci sono stelle. La immaginavo urlare "tana libera tutti" con una benda da pirata sull'occhio. La immaginavo qui, accanto a me. 
Ho soffiato leggermente sul vetro - è stata una reazione istintiva, come quando soffi sul gelato perché un'illusione ti suggerisce che scotta - e il vetro è crollato, si è disfatto in mille schegge. Ma forse non era affatto un vetro perché ora davanti a me vedevo due case. Due case familiari, erano uguali a quelle della muraglia. 
Alla porta di destra il campanello confermava: "La donna che cerca se stessa". 
Eccomi, Ester! Finalmente!

Ma non c'era: non era rintanata fra le coperte, non era nascosta dietro le tende e nemmeno nell'angolo stretto fra la porta aperta e la parete. Forse mi aspettava nell'altra casa. 
Quella era la mia, lo ripeteva il campanello, ma ho pensato ugualmente di suonare. 

E poi tutto è finito prima ancora della fine, la casa che mi aspettava era vuota, vuota di deserto e fumo, vuota di una croce al centro della stanza grande. Forse... se ci avessi soffiato contro... ma non potevo avvicinarmi alla lapide. Non volevo.  


Delicata Ermellina Possenti
1975 – 2012



E poi mi sono ricordato, da piccoli giocavamo insieme a nascondino. Adesso l'avevo trovata.



2 commenti:

  1. mistero misto ad un senso di tristezza, ecco cosa mi hanno lasciato queste parole..chissà il giorno 7 renderà tutto più chiaro...attendo...1 sorriso

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  2. Sarà una sorpresa anche per me! Nei giorni passati volevo che fosse questo il finale, ma poi l'ho anticipato al giorno 6. Adesso vediamo... super sorriso a te

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