lunedì 14 maggio 2012

GIORNO 5 NEL NIDO




Mentre scendevo, una voce mi chiamava dal nido: "mia allodola, mio falco pellegrino, mio scricciolo, mia tortora luttuosa, mio albatro". 
Io la sentivo ma subito la dimenticavo, la disinnescavo. Sprofondavo teneramente, mentre nei miei occhi addormentati vinceva un niente luccicante che mi lanciava messaggi d'amore. Era un'intermittenza che mi portava via, da me, dal nido, era un gioco crudele che mi dava un destino per un altro; poi eccolo, il fondo, e finalmente l'ho riconosciuto: il mio segreto nascosto dove nessuno lo può trovare, incagliato qui fra le cose da non dire, fra le cose da morire.

Mio pianto e mio canto, mio sangue avventuroso, mio terrore velenoso, segreto che il vento aspetta, perdonami se è tardi, il cielo ci vuole, siamo sulla vetta.                     

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