venerdì 4 maggio 2012

GIORNO 4




"Eleonora, dove sei?!"
"Eva! Evelina? Enrica!" non sapevo come si chiamasse la donna che cercava se stessa, ma aveva l'aria di una il cui nome inizia per "e".
"Emma, vieni fuori!"
"Ercolina, Elisa, Elsa!"
"Elena..."

Nessuna risposta, ma a furia di urlare avevo scacciato tutto quel fumo nero e attorno a me era solo deserto. Prima che potessi farmi un turbine di domande, la corrente era già arrivata a comandarmi: mi sentivo come un acquilone marino, come una polena da sommergibile, ero in testa alla mia sorte e non sapevo dove stavo andando.

Finchè non ci ho sbattuto il muso contro. Mi ci potevo addirittura specchiare: ero io, ero io contro un vetro di cui non scorgevo la fine e a guardar bene avevo un buchino in fronte, esattamente a metà strada fra il sopracciglio sinistro e l'attaccatura del naso.

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