sabato 12 maggio 2012

GIORNO 3 NEL NIDO



Le lacrime dei segreti non sono segrete, si vedono in tutto il mondo, come la luna e come il sole. Piovono da non si sa dove e tu non puoi che guardarle meravigliato e beato. Ma quando a piangere è il tuo segreto, allora è diverso.

È colpa mia se ieri piangeva, perché lo tengo nascosto e non lo lascio andare per il mondo e nemmeno sulla cima dell'Himalaya. È colpa mia... ma non so cosa fare. Devo svelare il mio segreto? Devo lasciarlo volare via?
No, io voglio stringerlo e che mi stringa, voglio che sia felice ma insieme a me. Forse come lui è il mio segreto io potrei essere il suo...

Senza farmi vedere ho raccolto le sue lacrime con le mie in un barattolo e l'ho chiuso subito con il coperchio ben stretto, più stretto che potevo. Prima nel barattolo c'era la marmellata di fichi e adesso invece ci sono le nostre lacrime: una sottile linea trasparente che ho fissato sul mio comodino fino a un attimo prima di addormentarmi.

Questa mattina ho aperto un occhio e l'ho visto. Ho aperto anche l'altro ed era lì: il barattolo era pieno zeppo e le lacrime dentro spingevano per uscire!
Ho bisbigliato loro che non potevo svitare il coperchio e allora le lacrime si sono agitate ancora di più: era una burrasca burrascosa imprigionata in un barattolo di vetro. 

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